arte contemporanea

Lezioni di paesaggio #2 - sperimentazioni tra arte e architettura
Savignone (Ge), Colonia di Renesso 1-4 Luglio 2009

un workshop con
Stefano Boccalini
Mario Galvagni

Lezioni di paesaggio #2 - sperimentazioni tra arte e architettura è un evento, in forma di workshop, al quale interverranno l’artista Stefano Boccalini e l’architetto Mario Galvagni. Nel 2008, durante la prima edizione di “Lezioni di Paesaggio”, la Colonia di Renesso ha ospitato incontri, conferenze ed happening sul tema del paesaggio. Quest’anno, per la seconda edizione, abbiamo ideato un workshop che possa dare vita a un dialogo tra l’arte e l’architettura proprio a partire dal luogo che l’ospiterà. La Colonia montana di Renesso, edificio del primo razionalismo italiano progettato dall’ingegnere Camillo Nardi Greco nel 1933, è una ex colonia femminile, oggi dismessa, inserita all’interno di un parco. I temi che affronterà il workshop saranno le relazioni che si stabiliscono tra la memoria del luogo e il paesaggio.
Lezioni di paesaggio #2 vuole quindi mettere in relazione arte e architettura attraverso il confronto tra la ricerca sull’ecologia della forma attuata dall’architetto Mario Galvagni, ossia una disciplina applicativa sulle relazioni tra l’uomo e la morfologia socio-estetica del territorio, e la ricerca dell’artista Stefano Boccalini che basa la sua riflessione sulla ridefinizione dell’immaginario di un luogo coinvolgendo gli abitanti in una forma di arte pubblica (in quanto finalizzata ai cittadini) che genera l’opera. L’obiettivo è favorire un’esperienza formativa nel confronto con un contesto sia architettonico che artistico partendo da approcci, sensibilità e apparati culturali differenti. L’iniziativa Lezioni di paesaggio #2 è organizzata nell’ambito del progetto di riqualificazione architettonica e culturale della Colonia in “Cantiere Sperimentale di Cultura Contemporanea”, ideato dall’associazione culturale plug_in - laboratorio di architettura e arti multimediali in collaborazione con l’amministrazione comunale di Savignone, proprietaria dell’immobile. Il progetto mira a far diventare la Colonia di Renesso un luogo della cultura contemporanea, attraverso la promozione di iniziative che facciano interagire il futuro Cantiere Sperimentale con altre istituzioni culturali italiane ed europee, senza trascurare tuttavia il rapporto (permanente) con la comunità locale di riferimento.
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La partecipazione al workshop è limitata a 20 persone ed è rivolta a studenti delle Facoltà di Architettura e delle Accademie di Belle Arti, ad artisti e architetti, ma anche a cittadini e appassionati di architettura e arte contemporanea che sentano la necessità di vivere un’esperienza spazio-sensoriale nel paesaggio.

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_materiali per la stampa:

[Lezioni_di_paesaggio_#2.pdf]
_ [
bio_breve_Boccalini.pdf]
_ [bio_breve_Galvagni.pdf]
_ [invito_web.pdf]
_ [locandina.pdf]

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scheda tecnica:

Titolo: Lezioni di paesaggio #2 - sperimentazioni tra arte e architettura
Ideazione: Emanuele Piccardo, Luisa Siotto/ plug_in - laboratorio di architettura e arti multimediali (www.plugin-lab.it)
Organizzazione e cura: Emanuele Piccardo
Con il sostegno di: DIPARC della Facoltà di Architettura di Genova
In collaborazione con: Archphoto.it_rivista digitale di architettura, arti visive e culture (www.archphoto.it)
Comunicazione web: Luisa Siotto/Archphoto.it
Quando: 1- 4 luglio 2009
Dove: Savignone (Ge)_Colonia di Renesso
Programma:
1-3 luglio_ workshop
4 luglio_ presentazione finale dei progetti e conferenze aperte di Stefano Boccalini e Mario Galvagni
Iscrizioni: entro il 20/06/2009
Informazioni:
tel/fax: 010 9643822
e-mail: info@plugin-lab.it
website: www.plugin-lab.it
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come raggiungerci:

_in auto:
Autostrada A7 Milano-Genova, uscita Busalla
prendere in direzione Casella-Montoggio
percorrere circa 3 km e svoltare a sinistra in direzione di Savignone
seguire le indicazioni per Renesso

_in treno:
Linea Genova-Milano/Genova-Torino
scendere alla Stazione di Busalla
prendere servizio autolinee per Savignone www.orariotrasporti.regione.liguria.it


Link: Lezioni di paesaggio #2 - sperimentazioni tra arte e architettura

Fabrizio Basso | Tre azioni e una sonorizzazione

domenica 8 marzo 2009 ore 15
_Quartiere Ina Casa Mura degli Angeli, Genova

Guardare un luogo della città, “scuoterlo radicalmente” attraverso la sensibilità dell’artista
Fabrizio Basso che agisce e interagisce con il luogo, non un luogo qualunque,
ma un luogo della modernità: mura degli angeli (1954-56).
Un quartiere Ina Casa costruito da un gruppo di architetti coordinati da Luigi Carlo Daneri,
un’architettura moderna ispirata al linguaggio della Unité d’habitation di Marsiglia, opera di Le Corbusier.

Il lavoro fa parte del progetto “Scuotere radicalmente la città” avviato nel 2006
dall’associazione culturale plug_in, il cui l’obiettivo è costruire un processo
per leggere e attraversare i luoghi con sguardi ed esperienze diverse,
ridefinendo nuovi immaginari attraverso l’uso dell’arte contemporanea.

Tre azioni e una sonorizzazione. Azioni e non performance perché si tratta di movimenti scarni,
poveri, ridotti all’osso, con la riduzione ai minimi termini della tecnologia, movimenti,
quasi giochi di altri tempi, immagini disperse, azioni minime come vuoti a perdere,
sono le cartoline in franchigia di Sbarbaro o la sincerità esagerata dei versi di Boine.
Tutto ondeggia di fronte alle fondamenta a palafitta in cemento armato.

1_Due ragazzi sostengono una linea di luci da festa di paese, è l’energia di una festa
che unisce e scaturisce da due corpi, ma è anche la linea sottile, gesto verso l’infinito,
quella tensione che a volte ci permette di spingerci oltre noi stessi.

2_Un telone di nylon trattiene sospesa una quantità minima di acqua,
è un gruppo di persone che agisce ed interagisce, cercando metaforicamente di non
disperdere l’acqua del mare Aral, ormai quasi prosciugato e pronto,
a disperdere totalmente la sua carica di sostanze tossiche,
frutto dell’esaurimento scientifico della guerra batteriologica dell’ex CCCP.

3_”Interno 11”: un Moleskine che sintetizza e documenta poeticamente
lo svuotamento di un appartamento, un viaggio senza immagini
che il pubblico potrà leggere come un libro di poesia in copia unica,
sedendosi sulla terrazza del circolo ARCI, balaustrata con vista sull’architettura di Daneri.

4_Il suono del mare registrato all’Isola della Rèunion sonorizzerà le fondamenta del palazzo,
quasi a creare una sospensione metafisica, uno spostamento nello spazio,
dedicato al gesto impossibile del pirata simbolo della Rèunion.
La linea di una rotta che parte dall’isola Hispaniola e affronta la traversata atlantica,
cercando la collisione con ricchezze che offre la rotta della compagnia delle indie.

Non c’è una conclusione,
ma una fontana che disperde le proprie acque come il fiume
che scende dall’Himalaya e si perde nel deserto asiatico.


Link: Fabrizio Basso_Tre azioni e una sonorizzazione


L’idea di questo progetto nasce in stretta connessione all’argomento esposto in occasione della 02 giornata del contemporaneo a Castel San Pietro Terme: “Mauro Manara e Castel San Pietro Terme: come portare un luogo periferico al centro del dibattito dell’arte contemporanea”.
Abbiamo voluto rispondere a tale questione con un progetto: La forza dei legami deboli che intervenendo al limite tra ricerca e pratiche artistiche e curatoriali attuali si propone di delineare un percorso di osservazione, di studio, divenendo una modalità di lettura e conoscenza di un sistema dell’arte che non si vuole pensare come centralizzato ma come un sistema in espansione, reticolare che offre e riceve impulsi di novità e cambiamento.
Alla questione posta dalla giornata di discussione su come si possono connotare spazi per l’arte senza crearne o costruirne di nuovi, ma riflettendo su quelli già esistenti con una forte tradizione alle spalle, noi aggiungiamo: come renderli forti? come far si che diventino veicoli culturali con una loro identità nella scena artistica contemporanea? Rispondiamo con una formula che consiste nel provare a mettere in relazione non ciò che sembra potersi generare soltanto da una traslazione del grande nel piccolo e viceversa, ma affiancando ciò che solo apparentemente sembra auto collocarsi in una posizione di “debolezza”.
La forza dei legami deboli si propone di attivare legami (deboli), non incrementati dal sistema, sperimentando un’ipotesi di lavoro rivolta all’osservazione delle pratiche artistiche più attuali del centro sud d’Italia. Intendendo per “legami” dei veicoli, delle tensioni su cui si muovono relazioni, connessioni, reciprocità, processi, il discorso sui “centri minori” si è dilatato fino a comprendere la possibilità di attivare una serie di relazioni tese ad individuare alternativamente la forza e la debolezza dei legami stessi valorizzandone l’unicità.
Alcuni spazi seppure di valore storico e culturale non rientrano all’interno dei grandi circuiti di poli artistici e museali e vengono considerati “centri minori”, molte delle realtà artistiche culturali del “centro sud” d’Italia vengono definite “periferiche”, in esse l’arte assume un ruolo di valorizzazione e riqualificazione dei luoghi stessi invece di portarne fuori le potenzialità relazionandole al tessuto nazionale, e ancora troppo spesso, le “realtà indipendenti” vengono definite “marginali” dal sistema, che da loro spesso trae la forza.
Questi i nodi d’intervento tra i quali tendere legami (deboli) per scommettere su nuovi confronti e nuova produttività.
Granovetter ricorda all’inizio della sua carriera che sono proprio “i legami deboli dell’idrogeno a tenere insieme le gigantesche molecole d’acqua”. Nel tessuto sociale questo significa che “i legami deboli svolgono una funzione cruciale nella nostra comunicazione con il mondo esterno. Per ottenere informazioni nuove dobbiamo attivare i cosiddetti legami deboli… che sono il nostro ponte verso il mondo esterno, perchè frequentano ambienti diversi dai nostri e ottengono le loro informazioni da fonti diverse”.

LEGAME #1: centri minori
Perché alcuni spazi seppure di valore storico e culturale non rientrano all’interno dei grandi circuiti di poli artistici e museali?

Seppur di grande prestigio per motivi strutturali storici e culturali questi centri vivono di una vita che li rende in parte avulsi dal sistema dell’arte o a margine di questo, quello fatto dalle grandi mostre nei poli museali o nelle gallerie, in contenitori preziosi o in architetture avvenieristiche di esposizioni che difficilmente li caratterizzano. Ma perché non dar loro un’altra funzione, una diversa utilità culturale?
A differenza dei luoghi deputati, i centri minori possono accogliere la ricerca: nuove indagini, diverse metodologie, sguardi trasversali rivolti alla complessità dell’arte attuale.
Quindi la progettualità è punto di partenza e valore necessario per dare loro identità e connotazione.
È in questi luoghi che le risorse economiche devono affermarsi in rapporto ad una politica culturale, e non il contrario. La continuità progettuale ed il dialogo possibile con il tessuto territoriale in cui si trovano diventano risorse culturali e fanno del centro minore un luogo importante di conoscenza, un centro necessario per una lettura più completa della contemporaneità.

LEGAME #2: centro sud
Perché in quest’area l’arte assume un ruolo di valorizzazione e riqualificazione dei luoghi stessi invece di portarne fuori le potenzialità relazionandole al tessuto nazionale?

Non vogliamo toccare una questione stratificata dal tempo, ne è piena la storia di meridionalismi e di continue criticità. Crediamo che il territorio del centro sud sia artefice di energie culturali con le quali attivare relazioni per costruire ponti di narrazione artistica.
Un mezzogiorno fatto da realtà indipendenti e da gruppi di conoscenza che possano raccontarci il loro territorio culturale fatto di paesaggi e di saperi diversi. Le regioni dell’Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia sono i tasselli di una mappa da percorrere.
L’attualità mette in mostra la Campania e la Sicilia come le regioni capitali del sud, anche nel mondo dell’arte il nuovo rinascimento di città come Napoli e Palermo fa pensare ad una positiva apertura e sempre più il ruolo dei beni culturali è legato allo sviluppo sociale ed economico di queste città. Ma tra queste esiste un mezzogiorno più silenzioso che difficilmente appare.
Noi osserviamo tutto questo e sentiamo la necessità di sondare questi territori percorrendone i legami deboli per noi forti indicatori culturali cercando di trovare la connessione con luoghi, regioni e un diverso sistema.

LEGAME #3: realtà indipendenti
Perché vengono definite “marginali” dal sistema, che da loro spesso trae la forza?

La decentralizzazione sul territorio di molte realtà indipendenti (collettivi, gruppi, associazioni, curatori…) offre loro spazi di autonomia ma non predispone alla possibilità che invece una loro distribuzione potrebbe configurare, aprendo e rendendo disponibili i legami deboli che tra questi spontaneamente sorgono.
Attivare dunque una rete nel tessuto sociale tra le realtà indipendenti dell’arte significa indagare un territorio utilizzando una modalità dialogica che si apre al confronto con diversi soggetti culturali.
La rete viene tessuta tra le realtà indipendenti per arrivare ad una risposta culturale che nella sua restituzione avvicini ma nello stesso tempo mantenga l’identità singola di ogni realtà.
La rete si fà strumento dinamico di lettura del contemporaneo e può diventare soggetto operante che attiva relazioni, incontri, confronti, partecipazioni.
Solo in un tessuto culturale così disegnato si può ridistribuire sul territorio italiano il dibattito sulle questioni del contemporaneo.

Gaia Cianfanelli Caterina Iaquinta
La forza dei legami deboli_website
a cura di Gaia Cianfanelli, Caterina Iaquinta|Start
con un progetto artistico di Maria Chiara Calvani

Premio Mauro Manara 2006-2007

inaugurazione sabato 24 maggio 2008 ore 18.30
Galleria d’Arte Contemporanea_Castel San Pietro Terme (Bo)

25 maggio-21 giugno 2008
16-19 chiuso il lunedì
domenica 10-12::16-19

plug_in è partner culturale del progetto


Link: La forza dei legami deboli