Ignazio Gardella (Milano 1905–Oleggio 1999) was a leading figure in twentieth-century architecture: an engineer, architect, and designer.
A “heretical” designer, he dared to challenge rationalist orthodoxy by offering his own personal vision of architecture. Born in Milan in 1905 to a family of Genoese origin, Gardella—with two works, the Anti-Tuberculosis Dispensary and the Borsalino Employees’ Housing—transformed Italian Rationalist architecture, freeing it from Le Corbusier’s dogma of white façades, ribbon windows, and pilotis. His architecture is strongly influenced by the Renaissance, evident in the way he designs façades and defines volumes through relationships of scale that are always proportional and stereometric. Gardella was not a theorist. He wrote little but taught extensively within the cultural milieu of the Istituto Universitario di Architettura di Venezia, founded by Giuseppe Samonà. One could say that Gardella enacted his urban theory through the construction of his buildings. It is these works that shape the language of the city, stitching together the edges of city blocks in the horizontal dimension of the 1930s and ’40s in the Dispensary and the Hygiene and Prophylaxis Laboratory—an approach he later abandoned in favor of the verticality of the Borsalino Employees’ Housing, the Casa ai Giardini d’Ercole, and eventually the Faculty of Architecture in Genoa.

Ignazio Gardella. Designing the City, curated by Emanuele Piccardo, is aimed at an exhibition at the Sale d’Arte in Alessandria (18 December 2025–15 March 2026) realized by plug_in and promoted by the Municipality of Alessandria and ASM Costruire Insieme,  with the collaboration of Historical Archive Gardella, with the support of Ance Alessandria, under the patronage of Ordine Architetti PPC Alessandria and Docomomo Italia.


Ignazio Gardella (Milano 1905-Oleggio 1999) è stato un protagonista assoluto dell’architettura del XX secolo: ingegnere, architetto e designer.
Un progettista “eretico” che ha osato sfidare l’ortodossia razionalista fornendo una sua personale visione dell’architettura. Nato a Milano nel 1905, in una famiglia di origine genovese, Gardella con due opere, il Dispensario Antitubercolare e la Casa per impiegati Borsalino, ha cambiato l’architettura razionalista italiana emancipandola dal dogma di Le Corbusier, quello rappresentato dalle facciate bianche, le finestre a nastro e i pilotis.
La sua è un’architettura fortemente influenzata dal Rinascimento, evidente nel modo in cui disegna le facciate e definisce i volumi con un rapporto tra dimensioni che è sempre proporzionato e stereometrico.
Gardella non è un teorico. Ha scritto poco, ha insegnato tanto, in quel milieu culturale che è stato l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, fondato da Giuseppe Samonà. Si potrebbe affermare che Gardella la sua teoria urbanistica la mette in atto nella costruzione dei suoi edifici. Sono loro che scrivono il linguaggio della città, ricucendo i bordi degli isolati nella dimensione orizzontale degli anni trenta-quaranta nel Dispensario, nel Laboratorio di Igiene e Profilassi, che abbandona nel tempo per il verticale della Casa per impiegati Borsalino, la Casa ai Giardini d’Ercole, fino alla Facoltà di Architettura di Genova.
Ignazio Gardella. Progettare la città, curata da Emanuele Piccardo è finalizzata ad una mostra presso le Sale d’Arte ad Alessandria (18 dicembre 2025-15 marzo 2026), realizzata da plug_in e promossa da Comune di Alessandria e ASM Costruire Insieme, con la collaborazione dell’Archivio Storico Gardella, con il contributo di Ance Alessandria e con il patrocinio di Ordine Architetti PPC Alessandria e Docomomo Italia.